Cosa vedere a Brindisi: itinerario, monumenti, chiese e biglietti

Che cosa è possibile vedere nella città di Brindisi? Forse vederla tutta potrà sembrare impossibile, ecco dunque qualche interessante spunto da cui prendere ispirazione. L’itinerario è da non perdere.

La città di Brindisi è tra i centri più popolosi del Salento, ha un ruolo fondamentale sia dal punto di vista commerciale che culturale anche per via della posizione sul mare Adriatico. In passato è stata sede, anche se solo provvisoria, del governo nel Regno d’Italia dal 1943 al 1944.

Brindisi
Brindisi

Il suo nome deriva dal latino Brindisium che si può tradurre con il termine testa di cervo che richiama la forma caratteristica del porto che a tutti gli effetti sembra richiamare la testa di un animale. Ma da varie parti del mondo arrivano dei significati che riguardano questo luogo, ad esempio secondo il linguista Giovanni Alessio, le origini del nome deriverebbero da una realtà preindoeuropea.

Brindisi: itinerario consigliato

Partendo dall’aeroporto di Brindisi, la prima tappa potrebbe essere quella della Piazza Giardino dedicata a Vittorio Emanuele II, la stessa che porta poi al Lungomare Regina Margherita. E’ un percorso composto da ristoranti e bar sul mare con panchine, palme e alberi a foglie caduche.

Percorrendo questo luogo si arriva direttamente davanti alla scalinata Virgiliana, al palazzo della prefettura e a poco a poco anche al porto e ai locali che si affiancano all’attracco delle barche e alle attività dei pescatori e dei marinai.

Detto questo, chi ha intenzione di immergersi in un poco di storia, può visitare il Castello Svevo, detto anche Castello di Terra o Castello Feliciano: un luogo che nel corso della storia è stato molto utilizzato sia come residenza reale che nel corso della guerra. Al suo interno da vedere ci sta la Porta Mesagne e Porta Lecce che sono le uniche due ad essere rimaste intatte nonostante il loro utilizzo per difendere la fortezza.

Brindisi: monumenti e chiese

Si comincia da Duomo di Brindisi che al momento è la basilica pontificia cattedrale della zona, la si conosce anche con il nome di Basilica della Visitazione e San Giovanni Battista. E’ stata consacrata da papa Urbano II nel 1089 ed è stata poi completata nel 1143. E’ una basilica minore.

Brindisi
Brindisi

Tra le sue caratteristiche storiche ci sta anche quella di essere stata molto danneggiata nel terremoto del 1743 per poi essere ricostruita tre anni dopo, inseguito ha subito anche dei pesanti restauri, è composta da tre navate con un cornicione sostenuto da teste di elefanti sull’abside destra e frammenti di mosaico pavimentale.

In alternativa, da visitare nella città di Brindisi anche il monumento a Virgilio, commissionato nel 1981 proprio per celebrare il bimillenario della morte del poeta Publio Virgilio Marone, è stata poi inaugurata nel corso del 27 Marzo 1986 per poi essere spostata due anni dopo in quella che è la posizione attuale, andando contro le volontà dello stesso Bodini che pensava di sistemarla non troppo distante dalla piazzetta Dionisi che poi è il luogo in cui lo stesso Virgilio ha passato le sue ultime ore di vita.

La scultura realizzata in marmo bianco di carrara vede raffigurati i principali temi dell’opera del poeta: la Vittoria alata senza braccia su una colonna nel quale cade anche un sudario. Per capirci, l’opera di fatto spiega come non sia possibile avere una vittoria senza prima un sconfitta o un dolore o un lutto. A fare da contorno a questa opera una serie di riproduzioni che di fatto sono dei simboli per Virgilio: un elmo, un cavallo, un cane, un agnello e un ramo di ulivo.

Ho accettato questo incarico di ricordare il bimillenario di Virgilio per testimoniare, attraverso una grande scultura, il mio legame con i temi, con i significati epici e quotidiani di questo grande poeta. (…) Ritengo vitali ed attuali la scelta di simboli quali l’elmo, la Nike, l’ulivo, il cavallo, l’agnello, a significare il contrasto tra la pace e la guerra, il bene e il male, lo scorrere dei giorni e i drammatici contrasti che continuamente li travagliano. La collocazione della scultura ha un senso preciso nel suo rapporto col mare, il mare orientale di Enea, che vide le ultime ore di Virgilio” queste le parole di Bodini dopo la realizzazione dell’opera.